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Aspetti dermatologici tipici del bulldog inglese e francese
Fabrizio Fabbrini Med Vet, Dipl CES Dermatologia, Milano - Sintesi liberamente tratta dal testo originale, a cura della Direzione Scientifica della NBF LANES
Data di pubblicazione: 04/07/2013

©NBF-Lanes SrlNei Bulldog, la presenza di un mantello corto, costituito prevalentemente da peli secondari, di pliche cutanee, talvolta particolarmente marcate sul muso, collo e coda, o di difetti di appiombo/obesità, comporta l'insorgenza frequente di intertrigine, pododermatiti, cisti interdigitali. Sono razze dove spesso si osservano quadri variegati d'alopecia, correlati a malattie a coinvolgimento follicolare, come le piodermiti (per lo più secondarie ad altra causa sottostante come ad esempio la dermatite atopica), la demodicosi, le displasie follicolari, l'ipotiroidismo e l'iperestrogenismo. I bulldog, sia inglese che francese, inoltre rientrano tra le razze predisposte alla dermatite atopica, e alle sue complicanze (otiti, piodermiti, pododermatiti). Di seguito saranno trattate alcune delle malattie dermatologiche frequenti o tipiche in questi cani.

Intertrigine
Si tratta di una dermatite indotta dallo sfregamento tra aree cutanee strettamente vicine, dove l'eccesso d'umidità, per la poca aria circolante o per l'accumulo di secrezioni, (sebo, lacrime, saliva, urine), favorisce un certo grado di macerazione seguita da un'eccessiva crescita di batteri o di lieviti. Tali microrganismi metabolizzando il sebo e le secrezioni presenti in superficie, producono sostanze maleodoranti e irritanti che perpetuano la flogosi cutanea.

Aspetto clinico. Sono interessate in particolare le pliche facciali e quelle della coda, che si presentano eritematose, e con dell'essudato seborroico denso e nauseabondo; in cani particolarmente obesi, è possibile riscontrare pliche con intertrigine sul collo/tronco dorsale o perivulvari.

Iter diagnostico. Per identificare il tipo di microrganismo coinvolto è necessario eseguire la citologia dal materiale raccolto tra le pliche, tramite tampone o nastro adesivo.

Terapia. La guarigione definitiva è possibile solo con l'asportazione chirurgica delle pliche, altrimenti è necessario impostare una detersione giornaliera con shampoo, soluzioni/ emulsioni antisettici, attivi su batteri e lieviti seguita da abbondante risciacquo. Nei casi più gravi, dove sono presenti ulcere e prurito intenso, sono indicati prodotti locali, antibiotici/ antifungini e cortisonici per 7-10 giorni al fine di ridurre l'infiammazione e controllare l'infezione. Come emollienti protettivi, è possibile applicare localmente, prodotti a base di ossido di zinco. Relativamente all'intertrigine delle pliche della coda, talvolta la terapia medica, sia locale che sistemica non è sufficiente a tenere sotto controllo la macerazione cutanea e l'infezione, specie se la coda è deviata ventralmente e molto adesa al perineo. In questi casi, solo l'amputazione permette di risolvere definitivamente il problema.
Acne
È caratterizzata da follicolite/foruncolosi, ma l'infezione batterica è da ritenersi secondaria a un probabile disturbo di cheratinizzazione o a traumi (strofinamento del muso). Si presenta spesso al mento e labbra, in cani molto giovani. Le lesioni, date inizialmente da papule follicolari, non contengono batteri sino a quando non si ulcerano. Una volta infettate e suppurate, le lesioni papulo pustolose possono favorire un ulteriore trauma con aggravamento del quadro clinico (presenza di nuove lesioni e di bolle emorragiche), per la presenza del prurito.
Nel diagnostico differenziale, si deve valutare sempre la presenza di una eventuale piodemodicosi, tramite esame tricoscopico, citologia e raschiati profondi. La terapia dipende dalla gravità, estensione e cronicità delle lesioni. Inizialmente si possono utilizzare detergenti e antisettici locali (es. a base di perossido di benzoile in shampoo o in gel bid) associati ad antibiotici topici (es. mupirocina 2%); e/o a cortisonici (betametasone valerato in crema tid), sino a guarigione; in presenza di lesioni profonde può essere indicato l'uso di fluocinolone in DMSO associato a terapia antibiotica per 3-4 settimane. Dopo risoluzione dell'infezione batterica, talvolta è necessario applicare cortisonici localmente, per prevenire recidive.
Follicolite /foruncolosi interdigitale e piogranuloma sterile
Le infezioni batteriche interdigitali recidivanti, sia superficiali che profonde, sono frequenti nei bulldog; sono considerate malattie infiammatorie multifattoriali complesse, la cui causa sottostante spesso resta sconosciuta. Si tratta d'infezioni secondarie a corpi estranei, fistole artero-venose, a traumatismo, se interessano un solo spazio interdigitale, altrimenti sono secondarie a malattie allergiche, parassitarie (demodicosi), fungine, immunomediate, endocrine.
Nei Bulldog spesso è segnalata in questa sede anche la presenza di granulomi/piogranulomi sterili, la cui causa è ancora dibattuta: si ipotizza siano riconducibili ad una risposta infiammatoria istiocitaria aberrante secondaria ad una disfunzione immunitaria, ma anche a traumi, difetti di appiombo, sovrappeso. Un recente studio dell'anatomia della zampa in base alla razza, ha evidenziato che un sovra carico sulla cute podale ventrale dotata di pelo, palmare o plantare, predispone lo sviluppo di comedoni, di cisti follicolari e, a seguito della loro rottura, di una dermatite piogranulomatosa complicata da infezione batterica secondaria, con la formazione di tragitti fistolosi che si dirigono dorsalmente, verso gli spazzi interdigitali, man mano che la cute ventrale, a seguito di continui traumi, diventa ispessita.

Aspetti clinici. presenza di eritema, papule, pustole o noduli, talvolta fistolizzati in sede interdigitale e eritema, seborrea e ispessimento palmo/plantare; accompagnati da leccamento podale.
Iter diagnostico
Resta essenziale eseguire:
- a) raschiati profondi, l'esame tricoscopico/colturale fungino, per escludere malattie parassitarie/fungine
- b) l'esame citologico e colturale batteriologico con antibiogramma per determinare il tipo d'infezione e impostare correttamente la terapia
- c) in presenza di risposta agli antibiotici, e/o recidive: se prurito permane, vagliare malattie allergiche (da contatto, alimentare, DA); recidive in assenza di prurito: vagliare malattie endocrine/metaboliche o presenza di deficit immunitari;
- d) in assenza di risposta agli antibiotici o in presenza di neoformazioni (singole o multiple; mono o pluripodali) esame istologico in modo da poter identificare pododemodicosi, piogranulomi sterili, neoplasie, malattie infettive (PCR-immuno istochimica) e malattie immunomediate.
Terapia
Nelle infezioni batteriche profonde è necessario somministrare antibiotici battericidi che diffondano bene nei tessuti fibrotici per 8-12 settimane, scelti in base all'antibiogramma, in particolare sono indicati i chinolonici, associati o meno al metronidazolo. In presenza di tragitti fistolosi, sono indicati pediluvi di 15'-30' due volte al dì, a base di solfato di magnesio o di permanganato di potassio.
Nelle forme piogranulomatose sterili sono consigliati i corticosteroidi topici o per via sistemica (prednisone o prednisolone a 1-2 mg/kg die) oppure la somministrazione di doxiciclina a 10 mg/kg die. Nelle forme recidivanti non gravi, in profilassi è consigliabile mantenere le aree podali deterse/pulite, utilizzando prodotti ad uso locale (es. soluzioni, shampoo, gel, emulsioni, salviette a base di clorexidina, octopirox,..); prevenire i continui traumi plantari/podali tramite l'uso di stivaletti, calo ponderale del peso del paziente. Nelle forme gravi, dove l'anatomia è compromessa è indicato un curettage chirurgico tramite laser.

 
 

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